Medio Chiampo ha ufficialmente siglato il “Patto per la Resilienza idrica”, promosso da Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche). La firma è avvenuta in occasione dell’evento di apertura del Festival dell’Acqua.
In un contesto segnato da un clima sempre più estremo, l'obiettivo del Patto – ispirato alla Water Resilience Strategy europea – è chiaro: rendere il servizio idrico sempre più efficiente e capace di reggere l’urto dei cambiamenti climatici, passando da una logica di gestione dell’emergenza a un orientamento fortemente basato sulla prevenzione.
L'impegno di Medio Chiampo
Essere firmatari di questo documento significa assumersi una responsabilità precisa verso l'ambiente e le comunità servite.
"Aderire al Patto di Utilitalia – spiega il Presidente di Medio Chiampo, Tolmino Gobetti – significa scegliere di compiere un percorso congiunto sull’intero territorio nazionale per portare le nostre aziende ad essere motore degli investimenti e dell’innovazione applicati non solo al servizio idrico, ma anche ai sistemi ambientali ed energetici.”
Una visione strategica condivisa dal Direttore Generale di Medio Chiampo, Luigi Culpo: “I sei pilastri tracciati dal documento riflettono la nostra visione per il futuro: dalla necessità di una solida gestione industriale basata su investimenti sostenibili, allo sviluppo di un sistema idrico sempre più 'water-smart' attraverso l'innovazione e la digitalizzazione. È un percorso che richiede cooperazione e strumenti adeguati, a partire da quelli finanziari, per sostenere i grandi investimenti di cui questo comparto necessita per costruire una gestione della risorsa sempre più sicura, efficiente e orientata alla prevenzione."
Una sfida di interesse nazionale
Il Patto unisce le aziende del comparto in una voce sola per chiedere alle istituzioni regole uniformi, semplificazione e incentivi. Luca Dal Fabbro, Presidente di Utilitalia, ha inquadrato così l'iniziativa: “Garantire la resilienza della risorsa idrica significa tutelare un bene essenziale per la qualità della vita dei cittadini, per la tenuta del nostro sistema economico e per la sicurezza energetica del Paese. È una sfida che riguarda non solo il settore idrico, ma l'interesse nazionale nel suo complesso. Per questo le imprese del servizio idrico integrato intendono accelerare ulteriormente sul fronte dell’efficienza e degli investimenti, per rendere il sistema sempre più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. Un impegno che deve essere accompagnato da politiche e strumenti adeguati, in grado di sostenere un percorso virtuoso e omogeneo in tutti i territori, soprattutto in quelli che presentano le maggiori fragilità”.
La sinergia con il territorio: la voce dei Comuni
Il lavoro di Medio Chiampo si svolge in stretta collaborazione con le amministrazioni locali, vere protagoniste della tutela territoriale.
“Il cambiamento climatico ci impone sfide che le amministrazioni non possono più affrontare in modo isolato – dichiara il Sindaco di Montebello Vicentino, Dino Magnabosco–. L'adesione a questo Patto da parte di Medio Chiampo ci garantisce che la gestione della risorsa idrica sul nostro territorio continuerà ad essere sostenuta da investimenti concreti e da una visione lungimirante, elementi essenziali per tutelare i nostri cittadini e mettere in sicurezza l'ambiente di fronte ad eventi meteorologici sempre più estremi”.
“L'acqua è una risorsa tanto preziosa quanto vulnerabile, e la sua tutela richiede un vero e proprio lavoro di squadra – aggiunge il Sindaco di Zermeghedo, Luca Albiero –. La firma di questo accordo strategico dimostra quanto sia fondamentale la sinergia tra i Comuni e il proprio gestore del servizio. Insieme, facciamo un ulteriore passo avanti verso la prevenzione, garantendo alle nostre comunità infrastrutture idriche sempre più moderne, efficienti e pronte per il futuro”.
Le 6 linee d'azione del Patto Il documento programmatico siglato da Medio Chiampo individua leve d'azione fondamentali che spaziano dallo sviluppo di sistemi "water-smart", alla cooperazione per superare la frammentazione gestionale, fino alla promozione di una nuova cultura dell'acqua e al riconoscimento dei gestori come vere e proprie "sentinelle territoriali".
In un contesto segnato da un clima sempre più estremo, l'obiettivo del Patto – ispirato alla Water Resilience Strategy europea – è chiaro: rendere il servizio idrico sempre più efficiente e capace di reggere l’urto dei cambiamenti climatici, passando da una logica di gestione dell’emergenza a un orientamento fortemente basato sulla prevenzione.
L'impegno di Medio Chiampo
Essere firmatari di questo documento significa assumersi una responsabilità precisa verso l'ambiente e le comunità servite.
"Aderire al Patto di Utilitalia – spiega il Presidente di Medio Chiampo, Tolmino Gobetti – significa scegliere di compiere un percorso congiunto sull’intero territorio nazionale per portare le nostre aziende ad essere motore degli investimenti e dell’innovazione applicati non solo al servizio idrico, ma anche ai sistemi ambientali ed energetici.”
Una visione strategica condivisa dal Direttore Generale di Medio Chiampo, Luigi Culpo: “I sei pilastri tracciati dal documento riflettono la nostra visione per il futuro: dalla necessità di una solida gestione industriale basata su investimenti sostenibili, allo sviluppo di un sistema idrico sempre più 'water-smart' attraverso l'innovazione e la digitalizzazione. È un percorso che richiede cooperazione e strumenti adeguati, a partire da quelli finanziari, per sostenere i grandi investimenti di cui questo comparto necessita per costruire una gestione della risorsa sempre più sicura, efficiente e orientata alla prevenzione."
Una sfida di interesse nazionale
Il Patto unisce le aziende del comparto in una voce sola per chiedere alle istituzioni regole uniformi, semplificazione e incentivi. Luca Dal Fabbro, Presidente di Utilitalia, ha inquadrato così l'iniziativa: “Garantire la resilienza della risorsa idrica significa tutelare un bene essenziale per la qualità della vita dei cittadini, per la tenuta del nostro sistema economico e per la sicurezza energetica del Paese. È una sfida che riguarda non solo il settore idrico, ma l'interesse nazionale nel suo complesso. Per questo le imprese del servizio idrico integrato intendono accelerare ulteriormente sul fronte dell’efficienza e degli investimenti, per rendere il sistema sempre più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. Un impegno che deve essere accompagnato da politiche e strumenti adeguati, in grado di sostenere un percorso virtuoso e omogeneo in tutti i territori, soprattutto in quelli che presentano le maggiori fragilità”.
La sinergia con il territorio: la voce dei Comuni
Il lavoro di Medio Chiampo si svolge in stretta collaborazione con le amministrazioni locali, vere protagoniste della tutela territoriale.
“Il cambiamento climatico ci impone sfide che le amministrazioni non possono più affrontare in modo isolato – dichiara il Sindaco di Montebello Vicentino, Dino Magnabosco–. L'adesione a questo Patto da parte di Medio Chiampo ci garantisce che la gestione della risorsa idrica sul nostro territorio continuerà ad essere sostenuta da investimenti concreti e da una visione lungimirante, elementi essenziali per tutelare i nostri cittadini e mettere in sicurezza l'ambiente di fronte ad eventi meteorologici sempre più estremi”.
“L'acqua è una risorsa tanto preziosa quanto vulnerabile, e la sua tutela richiede un vero e proprio lavoro di squadra – aggiunge il Sindaco di Zermeghedo, Luca Albiero –. La firma di questo accordo strategico dimostra quanto sia fondamentale la sinergia tra i Comuni e il proprio gestore del servizio. Insieme, facciamo un ulteriore passo avanti verso la prevenzione, garantendo alle nostre comunità infrastrutture idriche sempre più moderne, efficienti e pronte per il futuro”.
Le 6 linee d'azione del Patto Il documento programmatico siglato da Medio Chiampo individua leve d'azione fondamentali che spaziano dallo sviluppo di sistemi "water-smart", alla cooperazione per superare la frammentazione gestionale, fino alla promozione di una nuova cultura dell'acqua e al riconoscimento dei gestori come vere e proprie "sentinelle territoriali".